L’architetto veneto di origine istriana Edoardo Gellner, riconosciuta figura di spicco dell’architettura internazionale, viene ricordato in occasione del centenario dalla sua nascita con la programmazione di eventi in suo onore in varie parti d’Italia.
Una prima occasione significativa per documentare compiutamente lo spessore dell’intensa ed originale esperienza progettuale di Edoardo Gellner, nel campo dell’architettura rurale in area alpina, è rappresentata dalla mostra Edoardo Gellner 100 anni di architettura Interni / Interiors allestita presso lo spazio Alexander Hall di Cortina d’Ampezzo dal 19 luglio al 19 settembre 2009, in cui verrà proposto un itinerario attraverso le opere più significative dell’architetto, con particolare riferimento al rapporto tra design e architettura che Gellner sperimenta nelle opere realizzate a Cortina d’Ampezzo nel periodo delle Olimpiadi del 1956 e al Villaggio ENI di Corte di Cadore voluto da Enrico Mattei. L’opera resta come la più ambiziosa di Gellner, progettata per un cliente illuminato ed ambizioso che desiderava un centro turistico per i suoi dipendenti che i due localizzarono in un’area edificabile alle pendici del Monte Antelao.
Eduard Walter Gellner nasce nel 1909 nella cittadina di Abbazia presso Fiume. La sua formazione avviene presso l’azienda di “decorazione” del padre, che generosamente acquista per lui i migliori libri (tra questi la preziosa monografia Ausgeführte Bauten Und Entwürfe von Frank Lloyd Wright, pubblicata da Wasmuth a Berlino nel 1910, che gli sarà sottratta da Carlo Scarpa anni avanti) e gli presenta i suoi amici; come il pittore viennese Robert Schober dal quale apprende l’arte del disegno dal vero. All’inizio degli anni Trenta è a Vienna dove frequenta la Kunnstgewerbeschule (Scuola di Arti applicate) nella sezione di arredamento d’interni, entrando in contatto con Josef Hoffmann. Tornato a casa, si avvicinerà alla pratica della progettazione e al design gestendo l’azienda paterna. Nei primi anni Quaranta si affollano nella sua vita eventi decisivi: durante il suo servizio militare nell’artiglieria contraerea frequenta l’Accademia d’Arte, il Regio Istituto di Architettura di Venezia e studia finalmente l’italiano con Licia Bradamante, che diventerà sua moglie; a Venezia trova, come professore, Carlo Scarpa, divenuto poi amico e collaboratore; sceglie, infine, Cortina come città d’elezione.
Tantissimi gli edifici da lui progettati. Negli ultimi trenta anni della sua vita abbandona di fatto la progettazione per dedicarsi a una appassionata quanto sfortunata difesa del territorio e della architettura delle Dolomiti venete.
