L’attenzione verso il mondo dell’architettura, lo scambio di opinioni tra professionisti, l’intreccio delle relazioni tra questi e il vasto pubblico, sono elementi che si pongono alla base sia della crescita professionale dei progettisti che dell’innalzamento del livello qualitativo della produzione architettonica nel nostro Territorio. architettirovigo nasce dalla convinzione di raggiungere un duplice obiettivo: il primo, tessere un legame ideale con la Rassegna “Polesine Architetti & Progetto” organizzata più di vent’anni fa in funzione del pregevole intento di promuovere la figura dell’architetto come rappresentazione di impegno civile, culturale e di espressione umana all’interno della Comunità; il secondo verificare e registrare le trasformazioni del ruolo e della professione dell’architetto avvenute nel nostro territorio soprattutto in riferimento alle nuove generazioni. Nel Veneto in particolare nel Polesine è finalmente maturata la consapevolezza che il mancato investimento nella qualità dell’architettura è stato un errore. E’ noto infatti che progetti e realizzazioni di qualità generano trend stimolanti sia dal punto di vista sociale e culturale ma anche economico; solo così l’architettura tornerà a rappresentare la società e a delineare il futuro. Le nostre città e il nostro territorio subiscono una continua trasformazione “ordinata” o “disordinata” dallo sviluppo urbano e dalle attuali dinamiche insediative; questo determina il problema del difficile compito nella valutazione qualitativa degli interventi che molto spesso non includono l’apporto di giovani progettisti. Le opere esposte illustrano un contributo utile all’approfondimento del dibattito e lasciano intendere che il cambiamento, ancora debole, è in atto. La rassegna raccoglie i lavori di cinquanta architetti iscritti all’Ordine della Provincia di Rovigo, con una vasta rappresentanza degli under 40; sono proposti temi molto diversi: si spazia dal design al progetto urbano, dal paesaggio al micro intervento sull’esistente. Sono esposti anche progetti che hanno partecipato a concorsi nazionali e internazionali i quali dimostrano come il ricorso a tale sistema di selezione e affidamento sia molto apprezzato dagli addetti ai lavori soprattutto perché eleva le capacità e la qualità delle proposte. Poche sono infatti le occasioni di prova che committenti pubblici e privati hanno concesso in questi anni ai progettisti. I lavori esposti presentano modalità e approcci progettuali molto diversi, ma anche ricerca di nuovi linguaggi che non rifiutano a priori la tradizione anzi la reinterpretano attraverso forme nuove e nuove composizioni. La mostra illustra così ciò che è stato fatto negli ultimi anni, ma anche ciò che sarà possibile fare nel prossimo futuro: una serie di risposte critiche a tematiche ricorrenti nel territorio legate sia a contesti urbani che extra-urbani. La rassegna si pone come punto d’incontro tra la cultura architettonica contemporanea e la comunità nell’intento di avvicinare il pubblico all’architettura in quanto bene di interesse collettivo, riconoscendo il ruolo del progetto attraverso il lavoro dei suoi protagonisti; architetti di diversa generazione quelli più maturi e oramai con una carriera consolidata e i più giovani espongono fianco a fianco in un ideale scambio dialettico. Il progetto, spesso impropriamente relegato ai margini dei processi che portano all’esecuzione delle opere, deve ritrovare la sua centralità come motore per generare “quell’architettura” che Giancarlo De Carlo definiva “potente motore per migliorare la qualità della vita”. Infine per noi architetti questa è un’occasione importantissima di confronto e di reciproca presa di coscienza rispetto al lavoro svolto dai colleghi e un’occasione di riflessione sul variegato panorama di professionalità che operano nel nostro ambito territoriale.
commissione cultura e concorsi
Testo a cura di : Roberto Navarrini e Davide Zagato




