![]() Architetti José Antonio Martínez Lapeña y Elías Torres Tur |
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L’intervento di realizzazione del nuovo sistema di accesso al centro storico della città di Toledo è stato attuato mediante un sistema di scale mobili all’interno della cinta muraria medievale che va dalla porta di Alfonso VI fino alla porta del Cambrón e la strada di salita de la Granja Per risolvere il problema dell’accessibilità a questa zona della città, l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare un grande parcheggio e delle scale che permettessero il rapido accesso pedonale alla parte alta della città; infatti l’intricato e denso tessuto urbano della città storica di Toledo mal si presta al crescente traffico di autovetture. Per accedere alle scale bisogna attraversare un breve passaggio coperto, un piccolo varco, ricavato al di sotto delle fondamenta delle antiche mura di cinta della città, che sono state rispettate nella loro totalità ed interezza. Allo scopo di ridurre il più possibile l’impatto ambientale delle scale, il loro voluminoso sviluppo è stato interamente incastonato nel pendio stesso, a formare una sottile feritoia zigzagante che risale adattandosi al declivio. La parete laterale contiene il terreno e si inclina leggermente quasi ad accompagnare la pendenza, sostenendo insieme la copertura inclinata e ricoperta di verde, permettendo in questo modo la continuità con il sistema naturale del pendio. La tonalità utilizzata per il calcestruzzo tende all’ocra ed è perfettamente integrata con le gamme di colore che tanto caratterizzano l’architettura di Toledo. Percorrendo le sei rampe di scale, si può notare come i progettisti abbiano studiato un sistema strutturale che varii progressivamente in sezione; ciò ha permesso di dare una differenziazione quasi scultorea all’intera risalita, creando una percezione sempre diversa del paesaggio circostante, rendendo imprevedibile ciò che ci si appresta a vedere subito dopo. Lo sviluppo delle scale non è lineare, ma segue la complessa geometria del terreno al quale esse si adattano. Ciò permette di non avere mai una visione totale ed assiale del percorso dall’inizio alla fine, ma consente il suo progressivo disvelarsi culminando nel belvedere che si apre verso la Toledo del XX secolo e al paesaggio circostante. L’elemento più caratteristico dell’opera è senza ombra di dubbio la breccia che forma nel terreno, una vera e propria ferita che con il calar della notte diventa un fulmine di luce. |






