Riqualificazione del bordo marittimo di Vigo

Il progetto di riqualificazione del bordo marittimo di Vigo in Galizia si compone di una serie di interventi guidati da una forte visione urbana: l’obbiettivo è quello di ridare un affaccio privilegiato al mare alla città. Il progetto dell’architetto sivigliano Guillermo Vazquez Consuegra è risultato vincitore nel 1993 del concorso nazionale di idee, proponendo un intervento complesso costituito dal ridisegno di diversi spazi dalla forte accezione urbana, ridefinendo una serie sfrangiata di spazi pubblici e riorganizzando il sistema della viabilità.

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L’intervento ha visto la sua realizzazione tra il 1997, con la costruzione del Paseo Marítimo, ed il 2004, con l’ultimazione della Plaza de la Estrella; per ridare una forte unitarietà al bordo marittimo, Vazquez Consuegra ha eliminato completamente il traffico di scorrimento ed i parcheggi in superficie, creando una passeggiata unitaria che ridisegna complessivamente l’affaccio sul mare.Con il progetto “Abrir Vigo al mar” l’architetto Sivigliano ha ottenuto il Premio di Architettura Spagnola 2005, assegnato ogni due anni dal Consiglio superiore degli Architetti di Spagna, grazie alla “sua straordinaria capacità di risolvere il progetto assumendo diverse scale, dal paesaggio urbano all’architettura, passando dal disegno di tutti gli elementi dell’arredo urbano, integrando l’architettura al fronte del litorale con un linguaggio moderno e creando una qualità visuale e percettiva continua nella facciata marittima della città di Vigo”; altro aspetto fondamentale dell’intervento di Vazquez Consuegra è la forte relazione tra i vari elementi architettonici, all’interno di un’unica operazione dilatata nel tempo, nella quale i cittadini sono protagonisti e complici degli interventi e del ridisegno dello spazio urbano.

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L’intervento si sviluppa dalla Plaza de la Estrella fino ad arrivare alla Plaza del Berbés, antico porto marittimo della città. La prima viene ridisegnata da un edificio a zig zag, che chiudendo il lato orientale della piazza, nasconde l’imboccatura del tunnel, aprendosi verso la piazza con una gradinata continua; l’edificio si configura come una terrazza sopraelevata, nella quale trovano posto una caffetteria ed un ristorante. Proseguendo lungo il bordo marittimo si incontrano i Jardines de Elduayen, preceduti da una piattaforma di granito, caratterizzata dall’ordinata presenza di volumi in cemento rivestiti con lamelle d’alluminio, necessari per la ventilazione del tunnel e dei vari vani tecnici sottostanti, e per l’accesso al parcheggio sotterraneo; una leggera pergola dà unitarietà ai vari elementi, divenendo vero portale d’accesso ai giardini.

Nel lato occidentale l’accesso ai giardini avviene mediante un padiglione, una grande copertura al di sotto della quale trovano posto due volumi, la salita dai parcheggi sotterranei ed un piccolo chiosco; passando la copertura ci troviamo in un piccolo patio aperto verso i giardini, caratterizzato da due grandi vasche d’acqua in acciaio cortén, separate da una sottile lama, una griglia per la ventilazione del tunnel.

Nel lato occidentale l’accesso ai giardini avviene mediante un padiglione, una grande copertura al di sotto della quale trovano posto due volumi, la salita dai parcheggi sotterranei ed un piccolo chiosco; passando la copertura ci troviamo in un piccolo patio aperto verso i giardini, caratterizzato da due grandi vasche d’acqua in acciaio cortén, separate da una sottile lama, una griglia per la ventilazione del tunnel.

Proseguendo verso il porto incontriamo la Estación de Ría, la stazione marittima con una caffetteria e l’ufficio turistico; un edificio rampa a forma di U, al di sopra del quale trova posto una piazza sopraelevata, quasi a sottolineare il profondo rapporto tra mare e città.
L’intervento di Vazquez Consuegra è caratterizzato da un attento studio del luogo, parte significativa di una città, di una comunità urbana, ma allo stesso tempo paesaggio, stretto tra l’Oceano Atlantico ed il centro storico di Vigo, mantenendo sempre questo forte rapporto tra la naturalezza e la città.

Fotografie e testo di Marco Nonveiller

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