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La soluzione planimetrica adottata da Neutelings e Riedijk prevede di riunire i diversi alloggi in due lunghe schiere, così da definire il limite ed il bordo esterno dell’intera parcella, costituito dalla strada su di un lato e dal fiume sull’altro. In questo modo il grande spazio verde centrale si configura come un patio aperto, il cui accesso dalla città avviene in un unico punto, contribuendo a conferire una sensazione di intimità rispetto alla strada. L’intero complesso si conforma così come una sorta di enclave urbana, il cui modello originale del begijnhof viene sapientemente riproposto e declinato ad una soluzione abitativa contemporanea.
La struttura originale del begijnhof consiste infatti in un cortile verde circondato dalle piccole abitazioni delle beghine, spesso cinto da un muro ed isolato dalla città da una o due porte. Nella città belga di Gent vi furono ben tre strutture di questo tipo, e il progetto Hollainhof ne riprende indubbiamente lo spirito. Lungo la strada la schiera degli alloggi definisce un fronte continuo, attestandosi agli edifici esistenti e andando a costituire un nuovo profilo, definito e sottolineato dal vibrante muro in cemento color terracotta, le cui feritoie proteggono la galleria di accesso agli alloggi del primo piano. Tramite un passaggio coperto si accede dalla strada al grande spazio verde, nel quale sono situati i diversi ingressi degli alloggi.Entrambe le schiere di alloggi presentano al pian terreno dei giardini privati, chiusi da muri in cemento prefabbricato, anch’essi di color terracotta, che permettono una continua relazione tra le diverse abitazioni ed il grande spazio verde comune.
Gli accessi agli alloggi della schiera, posta lungo la strada, avvengono tramite i giardini privati per i duplex a pian terreno e primo piano, nonché tramite delle gallerie per quanto riguarda i monolocali del primo piano e i duplex al secondo e terzo piano. La schiera di residenze disposta lungo il fiume, dal lato opposto rispetto al passaggio coperto, si suddivide a sua volta in 4 differenti blocchi, tra i quali trovano posto delle scale esterne che permettono l’accesso agli alloggi duplex al secondo e terzo piano.
Una grande attenzione è stata riservata alle diverse aggregazioni volumetriche delle differenti tipologie: i 129 appartamenti di questo progetto sono infatti suddivisi in 14 tipi diversi, con alloggi dai 55 ai 92 mq di dimensione. In questo modo i diversi blocchi di alloggi, rivestiti in legno di cedro, assumono una progressiva differenziazione, caratterizzando in modo originale lo spazio e creando una vivace composizione volumetrica.
I due architetti olandesi da anni perseguono una costante ricerca sulla tipologia delle abitazioni, caratterizzata da progressive aggregazioni volumetriche, come nel complesso residenziale Prinsenhoek a Sittard in Olanda (1992-1995), le residenze a Tilburg in Olanda (1993-1996), le residenze nel quartiere Borneo Sporenburg ad Amsterdam (1994-1999), che, assieme alle residenze sociali Hollainhof a Gent (1993-1998), rappresentano gli ultimi esempi di questa continua sperimentazione sulle nuove forme dell’abitare la città contemporanea.
Fotografie e testo di Marco Nonveiller
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