museo_Vedova

Il 3 giugno sarà inaugurato a Venezia un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, un nuovo spazio espositivo nel nome di Emilio Vedova.

In uno dei Magazzini del Sale (o Saloni come li chiamava il Maestro) alle Zattere, dove tra la fine degli anni ’60 e gli inizi ’70 vi tenne anche il suo studio, aprirà un nuovo luogo dell’arte.

03_vedova

Emilio Vedova (Foto di Gianni Berengo Gardin)

04_vedova
07_vedova
Il progetto dello spazio espositivo è di Renzo Piano, con la curatela artistica di Germano Celant, e il contributo di Maurizio Milan per la parte ingegneristica e di Alessandro Traldi come coprogettista.

L’innovativo progetto di Renzo Piano prevede un dispositivo robotizzato in grado di prelevare le opere depositate nel fondo del Magazzino e lentamente presentarle al pubblico, sospese a diverse altezze, lungo le antiche capriate, creando un continuum spaziale tra opera e spettatore, dove è l’opera stessa che secondo una determinata sequenza coinvolge lo spettatore.

Il suolo viene trattato come un lungo piano inclinato in legno che sale progressivamente dall’ingresso verso il fondo del Magazzino; il gigantesco salone, lungo più di sessanta metri e largo nove, con le pareti laterali in mattoni interrotte da poderosi contrafforti, viene invaso dal dinamismo delle grandi opere di Vedova, ma mantiene intatto l’originario carattere.

Il Magazzino è il luogo dove l’architetto ed il pittore si incontrano. Secondo le parole di Massimo Cacciari “lo spazio di Piano ‘ascolta’ l’idea del Continuum di Vedova. Nessun oggetto da ‘contemplare’ separatamente. Ogni opera è elemento imprescindibile dell’insieme e deve essere compresa percorrendo con la mente e col corpo lo spazio che l’architettura crea.”

Marco Nonveiller

Fonte: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

I commenti non sono attivi